Il mondo OkModa è fatto di tanta passione! Uno degli amici e collaboratori più appassionato al proprio lavoro è certamente Dario Petullà, che abbiamo avuto il piacere di conoscere alcuni mesi fa e che ha realizzato molti degli scatti che accompagnano gli articoli più recentemente inseriti, sia da uomo che da donna.
Dario è uno dei più bravi, fra i nuovi fotografi emergenti a Roma.
Alla fine della sessione di shooting della collezione Shake, abbiamo fatto due chiacchere con Dario, prendendoci un caffè e senza volerlo è nata una piccola intervista, che ho il piacere di riportarvi!
Dario, come ti sei avvicinato alla fotografia?
La fotografia mi accompagna sin da piccolo, da quando mio padre mi ha trasferito la sua passione per le riprese video e i montaggi, facendomi capire l’importanza ed il fascino della comunicazione attraverso un’immagine od una serie di immagini.
Considerando poi che il mio lavoro di informatico, mi costringeva ad avere sempre a che fare con numeri e situazioni piuttosto nette e schematiche, abbastanza aride dal punto di vista artistico,
la fotografia mi ha dato la possibilità di sfogare la parte di me che sogna e che immagina oltre ogni numero.
Un consiglio per chi è ai i primi passi?
Non arrendetevi davanti agli errori o alle critiche pesanti e sicuramente poco costruttive, siate caparbi nello sperimentare, continuate a provare e riprovare.
Il mio insegnante di tecniche dell’illuminazione ci ripeteva sempre, “fotografi non si nasce, fotografi si diventa” per cui aggiungete anche qualche buon corso di fotografiae sopratutto tanta passione e tanta voglia.
Cosa rende un fotografo più o meno bravo?
Esistono delle regole tecniche da rispettare nella fotografia, composizione dell’immagine, sistemazione e controllo delle luci, in pratica… NUMERI.
Un bravo fotografo secondo me è colui che è padrone di queste tecniche e riesce a plasmarle secondo la sua fantasia, che di numerico ha davvero ben poco, per raggiungere un equilibrio e un contrasto appropriato tra schematicità e fantasia, questa è una grandissima forma d’arte.
Utilizzi mai una macchina fotografica compatta….come noi comuni mortali?
Si, qualche volta mi capita di usarla, ma non mi da la stessa sensazione di una reflex, anche se esistono delle compatte piuttosto evolute che si avvicinano molto ad una reflex,
con una reflex sei padrone assoluto dell’immagine e la tua fantasia ha libero sfogo.
Farsi fare un book fotografico professionale, è la nuova tendenza del momento, anche per puro piacere personale.
Se una persona volesse realizzarlo con te, quanto dovrebbe spendere e quali risultati aspettarsi?
Il book fotografico è uno strumento indispensabile per chiunque voglia lavorare nel mondo dell’immagine, a qualsiasi livello, ma c’è molta richiesta anche da persone non addette ai lavori. Mi è capitato che mariti regalassero alle proprie mogli, dei book professionali per anniversari o compleanni, un modo originale di dire loro che le trovano ancora belle ed affascinanti, anche dopo tanti anni passati insieme.
E’ comunque per ogni donna, di ogni età, un momento speciale, quando dopo il rito del trucco e del parrucco, si passa sul set, fra flash e luci, cambi d’abito… per poi arrivare al momento di vedere le foto, che non sono solo una bella immagine, ma anche il ricordo di una giornata speciale.
Gli aspetti fondamentali di un buon book, a mio avviso, sono sostanzialmente due: la semplicità e la capacità di interpretazione del soggetto ripreso.
Cerco di spiegarmi meglio con un paio di esempi.
Un casting di moda, che valuta un book fotografico, vorrà vedere al meglio, le caratteristiche della pelle della modella o del modello ed i lineamenti del suo corpo, per valutare bene le possibilità di intervento sul viso e il modo in cui i vestiti di un’eventuale sfilata “cadrebbero” addosso a lei/lui.
Per cui un trucco leggero quasi acqua e sapone, sarebbe da preferirsi ad un trucco molto più elaborato e pesante.
Cambiare diversi abiti, dall’elegante allo sbarazzino, al sexy e al costume da bagno, darà la possibilità di valutare i soggetti sotto più punti di vista possibile.
Per ogni genere di cambio poi, sarebbe necessario che la modella o il modello, provasse a comportarsi come se si trovasse in una situazione REALE nella quale indosserebbe quel tipo di abbigliamento, questo da la possibilità di valutare anche le capacità di “trasformismo”, così per il casting sarebbe più semplice capire se il soggetto si può calare o meno nella sceneggiatura.
Per quanto riguarda l’aspetto economico, è chiaro che per il fotografo realizzare un book che abbia determinate caratteristiche comporta dei costi: allestimento del set, ammortamento delle attrezzature, tempo di post produzione, eventuali stampe, etc etc.
Questi costi influiscono in maniera determinante sul costo finale del book per cui non mi sento di “fare un prezzo standard”.
Il prezzo varia a seconda delle necessità della modella o del modello.
Di certo mi sento di mettere un pochino in guardia chi si affaccia in questo mondo per la prima volta: pensateci davvero bene prima di spendere cifre tipo 2.500 o 3.000 Euro… per un book!!!
Un aneddoto su quella volta che non avevi la macchina fotografica con te…
Io adoro viaggiare in macchina, spesso da solo.
Ricordo benissimo il mio viaggio a Praga, non era bel tempo ma non pioveva, mentre andavo verso il brennero, l’autostrada ha cominciato a serpeggiare tra le Alpi.
Era l’alba e io mi dirigevo un pò verso Est, quindi avevo il sole che mi sorgeva di fronte, da dietro le montagne.
Ragazzi, le Alpi che ti si avvicinano contro, sono uno scenario meraviglioso, mozzafiato. In quel momento desideravo avere la mia macchina fotografica che purtroppo non c’era.
Ma la foto l’ho scattata ugualmente, e rimarrà sempre nella mia mente.
Per vedere alcuni tuoi lavori ed eventualmente per poterti contattare?
Basta visitare il mio sito http://www.lightgfx.it



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