Cade il must della taglia 38: in passerella anche le over 44

Posted by on maggio 26, 2010 at 11:02 pm.


E’ ormai da qualche anno che la moda è al centro di discussioni accese. Dibattiti che vanno aggiungendosi in un fervente clima di dibattito il quale ha preso sopravvento accusando gli stilisti e coinvolgendo le modelle.
Il punto focale della discussione ruota intorno alla tanto chiacchierata taglia 38: molteplici sarebbero gli stilisti che incoraggerebbero le modelle a dimagrire fino allo stremo prima di farle entrare in passerella.
A quanto pare gli abiti da loro disegnati potrebbero calzare a pennello e rendere meglio in termini di qualità, solo su un corpo in cui le ossa sono tutto ciò che gli rimane – o quasi – e addosso ad una donna vessata dalla voglia di far successo.
Lamentele, condanne e accuse anche dal mondo dell’anoressia il quale ritiene tale ‘norma’ un sacrilegio nei confronti di chi con un fisico molto, troppo asciutto, è costretto a viverci non per soldi, ma per malattia. Un polverone mediatico che una volta acceso non vuol sentire ragioni pur di placarsi e che dunque trova soluzione solo nell’altra faccia della moda; quella rivalutatrice delle taglie forti.


In barba alla taglia 38, vari stilisti (di cui non facciamo nomi onde evitare di tralasciarne altri) esaltano la bellezza dell’abbondanza, il fascino della curva e perchè no, non disdegnano neanche quel pizzico di cellulite.
Sono contenti di lanciare modelle che non sfigurano affatto con misure adiacenti ai 100-70-100, perchè donna in carne può essere maggior sinonimo di sensualità più di quanto non lo sia l’immagine di una donna ossuta.
Non tralasciando il fatto che, inoltre, l’Italia stessa ha nel suo bacino femminile una maggioranza di donne abbondanti, vuoi per il buon cibo italiano che tenta più di ogni altra cosa o vuoi per un metabolismo tipico di una prorompente donna mediterranea. E proprio per questo le donne potrebbero meglio sentirsi rappresentate da modelle in carne.
Per rispondere a tali esigenze provenienti dal popolo femminile tricolore, e per osannare il chilo in più anteposto ad un fisico anoressico, sono nate sfilate esclusivamente riservate alle over size così come concorsi di bellezza dove, sotto la 42, sei fuori. Oggi come oggi nascono linee di abbigliamento riservate a taglie medio-forti perchè la donna sta rivalutando la bellezza dell’abbondanza e vuole riscoprire una propria identità dei diritti inimichendosi chi la vuole solo come oggetto delle proprie fantasticherie.


Se la moda quel passo in avanti in più necessario per abbattere la taglia 38 lo sta compiendo, la stessa evoluzione culturale dovrebbe toccare coloro i quali, calpestando la dignità femminile, ignorano le piaghe che una terribile, ma fortunatamente superabile malattia come l’anoressia, può procurare.






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